Il Consiglio dei Vescovi Maroniti Appello
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Patriarcato Maronita – Bkerki
Mercoledì 06/05/2026
Il Consiglio dei Vescovi Maroniti, dei Superiori Generali e delle Superiore Generali ha tenuto la propria riunione mensile il 6 Maggio 2026 sotto la presidenza di Sua Beatitudine ed Eminenza il Cardinale Mar Bechara Boutros Rai. Questa giornata coincide con la commemorazione dei Martiri della Patria. Il Consiglio rende pertanto omaggio ai loro sacrifici fino al martirio per la sopravvivenza del Libano, patria e Stato, libero, sovrano, pluralista e indipendente, senza altra lealtà che quella verso sé stesso. Al termine della riunione, il Consiglio ha pubblicato il seguente appello:
Primo – Sulla Realtà Attuale
Alla luce della fase storica decisiva che il Libano sta attraversando, in cui le sfide interne si intrecciano con trasformazioni regionali e internazionali senza precedenti, e in armonia con la posizione espressa il 17 Aprile 2026 dal Presidente della Repubblica Libanese, il Generale Joseph Aoun, custode della Costituzione, nonché con le recenti decisioni del Consiglio dei Ministri presieduto dal giudice Dr. Nawaf Salam, che definiscono le politiche generali dello Stato, il Consiglio afferma che il Libano non è una semplice entità politica transitoria e contingente. Esso rappresenta piuttosto un messaggio di presenza umana e civile fondato sulla libertà, sul pluralismo e sulla convivenza, così come consacrati dalla Costituzione libanese con la fondazione del Grande Libano.
Muovendo da questa comprensione dell’identità e del ruolo del Libano, il Consiglio ritiene che l’attuale fase richieda che tutte le istituzioni dello Stato libanese assumano pienamente le proprie responsabilità sovrane senza ambiguità né dualismi, come avviene in tutti gli Stati sovrani. Esso invita inoltre a rafforzare la fiducia dei cittadini nello Stato attraverso efficaci meccanismi di responsabilità, trasparenza e consolidamento dello Stato di diritto.
Secondo – Sull’entità e l’Identità del Libano
Il Consiglio rinnova la propria affermazione secondo cui l’entità libanese è definitiva per tutte le sue figlie e tutti i suoi figli. Essa non si fonda sulla predominanza, ma su una reale partnership; non su allineamenti temporanei, ma sulla vita comune all’interno di uno Stato libero, sovrano e giusto. La protezione di questa entità richiede di preservarla da ogni coinvolgimento nei conflitti altrui, qualunque ne sia l’origine, di difendere l’intero territorio nazionale contro ogni aggressione e di restituire al Libano il suo ruolo naturale di luogo d’incontro tra Oriente e Occidente e di spazio permanente di dialogo aperto.
Terzo – Sulla Costituzione e il Patto Nazionale
Il Consiglio sottolinea che la Costituzione libanese e il Patto Nazionale costituiscono il quadro regolatore della vita nazionale e l’unico riferimento per l’organizzazione dei poteri e dei rapporti tra le istituzioni. L’attuazione piena e non selettiva delle disposizioni del Taëf Accord rimane la via fondamentale per ricostruire uno Stato inclusivo, consolidare il principio dell’esclusività delle armi nelle mani dello Stato e rafforzare il ruolo delle istituzioni rispetto ai fatti imposti. Ciò pone le basi per uno Stato animato dallo spirito di cittadinanza, capace di accogliere la diversità e di garantire l’uguaglianza tra tutte le sue figlie e tutti i suoi figli nell’unità dell’entità nazionale. Quanto alle campagne mediatiche incendiarie e senza precedenti, così come al linguaggio della delegittimazione e della minaccia, esse non fanno che servire i nemici del Libano a scapito dello Stato e della società.
Quarto – Sulla Legittimità Araba e Internazionale
Il Consiglio afferma che l’impegno del Libano verso la legittimità araba e internazionale costituisce un pilastro fondamentale nel processo di recupero della sua piena sovranità. In tale contesto, il Libano continua a rispettare le pertinenti risoluzioni internazionali, in particolare le Risoluzioni 1559, 1680 e 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, così come le decisioni della Lega degli Stati Arabi e l’Iniziativa di Pace Araba proclamata a Beirut nel 2002, che riflette una visione condivisa per una pace giusta, globale e duratura nella regione. Questo duplice impegno esprime il naturale posizionamento del Libano sia nel suo ambiente arabo sia nell’ordine internazionale, e costituisce la base per il recupero del suo ruolo di Stato attivo e unificante di tutte le componenti della società nel quadro della Costituzione e della legge.
Quinto – Sul Ruolo del Libano nel suo Contesto Regionale
Il Consiglio ritiene che il Libano sia chiamato a recuperare il proprio ruolo quale spazio di dialogo e interazione civile, lontano dalla logica delle arene aperte e dei conflitti armati che hanno segnato la regione per oltre mezzo secolo. Tale ruolo può essere svolto soltanto attraverso uno Stato forte e sovrano, capace di gestire le proprie relazioni esterne secondo i propri supremi interessi nazionali.
Sesto – Sul Percorso di Pace e Neutralità
Alla luce delle profonde trasformazioni regionali e mondiali, il Consiglio sottolinea l’importanza di affrontare il processo negoziale con Israele sotto patrocinio arabo e internazionale, in modo da servire l’interesse supremo del Libano e contribuire al consolidamento della sicurezza e della stabilità. Le alternative perseguite nel corso dei decenni hanno prodotto occupazione anziché liberazione, dipendenza dall’esterno anziché
sovranità, e subordinazione anziché libertà e dignità. Il Consiglio afferma inoltre che il ritorno all’Accordo di Armistizio del 1949 rappresenta una tappa fondamentale su cui costruire tale percorso, proseguendo verso una pace sostenibile. Sottolinea altresì la necessità di associare il processo di pace alla consacrazione della neutralità del Libano mediante una decisione internazionale che ne salvaguardi la sovranità e lo tenga lontano dai conflitti tra blocchi, il cui prezzo continua a essere pagato dal popolo libanese.
Settimo – Sulle Preoccupazioni e le Priorità della Popolazione
Dal 2019 il Libano vive una devastante crisi economica e sociale. Negli ultimi anni le guerre ripetute hanno causato enormi perdite umane, comprese centinaia di donne e bambini, oltre a distruzioni diffuse di proprietà e istituzioni e allo sfollamento massiccio dei cittadini. L’emigrazione giovanile si è aggravata, i mezzi di sostentamento sono svaniti, le garanzie sociali sono crollate e i risparmi dei cittadini sono rimasti bloccati nel sistema bancario. La stragrande maggioranza dei libanesi non vuole più essere trascinata in guerre senza fine, guerre altrui combattute a spese della vita, della sicurezza e della dignità delle persone. Le priorità dei cittadini sono vivere con dignità e serenità nelle proprie case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana, non nei conflitti armati.
Conclusione
Il Consiglio ribadisce che il momento presente rappresenta una svolta storica decisiva. Esso invita ad assumere posizioni nazionali coraggiose e responsabili, fondate sull’interesse supremo del Libano, sulla sua sicurezza nazionale e sulla sicurezza umana del suo popolo, ponendo fine alle esitazioni e ai compromessi incompleti e temporanei. Il Consiglio rinnova il proprio sostegno a tutti gli sforzi intrapresi dal Presidente della Repubblica, dal Governo libanese e dal Parlamento per porre fine alla guerra, recuperare ogni parte del territorio libanese, avviare la ricostruzione, garantire il ritorno degli sfollati, dei detenuti e degli esiliati verso Israele, consolidare la sovranità dello Stato e restituire al Libano il suo posto naturale tra le nazioni. Il Consiglio esprime inoltre gratitudine agli Stati arabi fratelli e alla comunità internazionale amica per il loro continuo sostegno al salvataggio del Libano e al suo percorso di ripresa, nonché per l’accompagnamento nel recupero della sua identità storica e civile e della sua missione. Il Consiglio sottolinea che questa fase richiede il consolidamento irreversibile di uno Stato di cittadinanza capace di accogliere la diversità come scelta definitiva. Infine, il Consiglio riafferma che il Libano, nella sua missione storica, è chiamato a essere un modello di Vivere-insiemee una testimonianza della possibilità di costruire uno Stato libero, sovrano, giusto e indipendente, capace di trasformare il dolore nella speranza di una vera rinascita nazionale.
Appello del Consiglio dei Vescovi Maroniti e dei Superiori Generali e delle Superiore Generali in diverse lingue
Arabo
https://bkerki.org/news-article/the-council-of-maronite-bishops-appeal-ar/
Inglese
https://bkerki.org/news-article/the-council-of-maronite-bishops-appeal/
Francese
https://bkerki.org/news-article/le-conseil-des-eveques-maronites-appel/
Italiano
https://bkerki.org/news-article/il-consiglio-dei-vescovi-maroniti-appello/
Spagnolo
https://bkerki.org/news-article/el-consejo-de-los-obispos-maronitas-llamamiento/
Portoghese
https://bkerki.org/news-article/o-conselho-dos-bispos-maronitas-apelo/
Tedesco
https://bkerki.org/news-article/der-rat-der-maronitischen-bischofe-aufruf/
Greco
https://bkerki.org/news-article/the-council-of-maronite-bishops-appeal-gr/
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